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Venezia, tra angoli dimenticati e antiche memorie

Nella città lagunare tra scorci meno conosciuti come Campo dei Mori e Ruga dei Speziali, ecco testimonianze storiche sul mondo delle Spezie che ha reso Venezia celebre grazie alla fiorente industria di trasformazione svolta dagli “Speziali da grosso”. Dario Loison ha fatto tesoro di tutto questo, perché i prodotti più convincenti devono essere ispirati alla tradizione.

Una caratteristica tipicamente orientale entrata fortemente nella cucina veneziana è l'uso delle spezie, che fu  portato all'estremo nel tardo Medioevo e nel Rinascimento. I mercanti della Serenissima frequentando i porti del Medio Oriente vi stabilirono i fòndaci, i magazzini per il transito di beni pregiati, della seta e delle spezie. Queste ultime, dallo zucchero di canna al pepe, dai chiodi di garofano allo zafferano, dalla cannella alla noce moscata e mille altre ancora, giungevano per vie marittime e carovane dall’Arabia, dall’India e perfino dalla Cina.

              

 2004

Debuttano le spezie 
in casa Loison:
prima la v
aniglia del Madagascar,
poi il Panettone Nöel con pera,

cannella e chiodi di garofano.
In seguito il Panettone
albicocca e 
zenzero
seguito dalla Veneziana
amarena e 
cannella,
fino ad arrivare alla novità 2013,
il Panettone liquirizia e 
zafferano.

 

Buona parte di questi prodotti partivano da Venezia e prendevano mille strade attraverso il Vecchio Continente, fino alle città delle Fiandre, da dove riprendevano il mare verso Londra. Con questi traffici i mercanti veneziani accumularono fortune inimmaginabili, che risaltano oggi nei palazzi che sono anche sedi di rappresentanza. Molte spezie, però, rimanevano in città ad alimentare una fiorente industria di trasformazione svolta dagli “Speziali da grosso” che, con ricette segrete, preparavano i famosissimi “sacheti veneti” e le “speciarie veneziane” che poi vendevano a caro prezzo.

 

Venezia, non è solo Piazza San Marco ma angoli meno conosciuti ricchi di storia. Nel sestiere di Cannaregio, ad esempio, si trova il Campo dei Mori, che prende nome da tre fratelli greci giunti a Venezia nell’anno 1112. Il più noto è Rioba, se non altro perché si fa raffigurare in una statua che viene incastonata sullo spigolo del suo palazzo. Il mercante è raffigurato con abiti all’orientale e un sacco sulle spalle. Sulla facciata, invece, risalta un bassorilievo con la figura di un cammello carico di mercanzie; una sorta di insegna commerciale della compagnia delle spezie che lì aveva sede, con diretto accesso all’acqua e magazzini tutt’intorno.

              

 Ruga dei Speziali

Il testo qui a fianco
è stato tratto da:
"Curiosità veneziane, ovvero

Origini delle denominazioni
stradali di Venezia",
di Giuseppe Tassini,
Venezia,
1872
 

 

A Rialto, Ruga dei Speziali, vi stanziavano gli “Spezieri da grosso”, che fino dal 1383 avevano scuola di “divozione”, sacra a S. Gottardo, nella chiesa di S. Matteo, e nel 1394 ottennero dal Consiglio dei X di trasferirsi a S. Apollinare, essendo i contorni di S. Matteo pieni di meretrici e persone disoneste, come suonano le parole del relativo decreto, tarpissima et inhonestissima quantum plus esse possunt propter tabernas et mereirices, et alias inhonestas personas quae transeunt inde quotidie.

L'arte degli “Spezieri da grosso” si chiamava Università, perché abbracciava gli speziali da confetti, i droghieri, i cereri, i raffinatori di zucchero, ed i fabbricatori d'olio di mandorle. 

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